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giovedì 18 gennaio 2018
FIA F2 Championship, Intervista ad Antonio Fuoco
Il portacolori di ACI Team Italia ci introduce nella nuova stagione, che lo vedrà protagonista con il Team Charuz
Al secondo anno in Formula 2, sono molte le aspettative riposte sul 2018 da Antonio Fuoco, che avrà l'obiettivo di far crescere il nuovo arrivato Team Charuz e mantenersi aperta una strada verso la Formula 1, anche perché c'è sempre maggior prossimità tra le due categorie. Il ventunenne pilota calabrese si sposterà dunque dalla Prema Racing, con la quale ha ottenuto ripetuti successi al debutto in monoposto oltre a esordire al fianco di Charles Leclerc in Formula 2, per diventare un vero e proprio punto di riferimento per la scuderia ceca ubicata a due passi dal centro di Praga. L'inizio della preparazione alla nuova stagione è appena iniziato, ed abbiamo approfittato di una breve pausa per intervistare il pilota che dal 2013 porta i colori del Ferrari Driver Academy. Il driver di Cosenza si è soffermato sulla stagione appena conclusa ed ha tracciato gli obiettivi della sua prossima e decisiva sfida.


Tra circa un mese si riaccenderanno i motori delle nuove vetture di Formula 2. Come procede l'avvicinamento all'esordio stagionale?
Con il Ferrari Drivers Academy proprio nel corso di questa settimana abbiamo una full immersion di cinque giorni nei pressi di Saint Moritz. Di fatto, si tratta del primo passo ufficiale nella nuova stagione. Certamente, anche nel periodo invernale mi sono mantenuto fisicamente pronto. Con la Formula 2 inizieremo molto presto quest'anno e saremo in pista già a metà febbraio. La prima mezza giornata di prove sarà un vero e proprio shake down della nuova vettura. Tutte le squadre si ritroveranno in pista il quindici di febbraio sul tracciato di Magny Cours. Tutte le altre squadre avranno all'inizio un solo telaio ciascuna. Sono molto curioso di comprendere il comportamento della nuova monoposto. Attendiamo il primo telaio, che dovrebbe arrivare entro il venti di gennaio.

Sarà una macchina completamente diversa?
Non avendo avuto l'opportunità di conoscerla direttamente, mi sono fatto ragguagliare da altri piloti che sono stati coinvolti direttamente nello sviluppo della nuova macchina. Dal punto di vista dello stile guida, non mi aspetto enormi differenze, anche se la filosofia della nuova macchina è assai diversa. Occorre considerare che la nuova monoposto peserà circa settanta chili in più, sarà più larga ed avrà un motore turbo. Di fatto, si aprirà una nuova pagina nella storia della categoria. Mi aspetto che a far la differenza non sarà solo la performance sul giro, ma saranno soprattutto la capacità di rimanere su livelli elevati nei long run in gara e la gestione degli pneumatici.

Avete già definito col Team Charuz i piani di lavoro?
Sì, dovremo partire al duecento per cento, oltre il limite, a velocità doppia rispetto alle precedenti stagioni. Dovremo capire velocemente come reagisce la macchina e farci trovare preparati si dai primi test. Chi avrà la capacità di leggere meglio questi aspetti e predisporre un buon set-up di base sin dall'inizio, avrà certamente un vantaggio competitivo enorme.

Quali obiettivi ti poni per il 2018?
L'esperienza sarà un elemento importante nel comprendere la nuova macchina, ed il fatto di essere alla seconda esperienza nella categoria certamente mi darà una mano. Questo elemento è ancora più rilevante se si considera che la squadra sarà al debutto. Dovremo perfezionare da subito tutti gli aspetti organizzativi e fare un ottimo lavoro di base prima di scendere in pista. Date le tante novità, è naturale che soprattutto all'inizio ci sarà da faticare il doppio per raggiungere il livello organizzativo e di esperienza dei nostri rivali. Il team sta lavorando bene e sono certo che faremo un ottimo lavoro, con la consapevolezza che dovremo lavorare molto di più rispetto agli altri.

Il fatto che si parta da zero con una macchina nuova, può parzialmente aiutare le scuderie nuove come la vostra?
Sì, partendo da zero si resettano i parametri ed in parte si ricomincia tutti sullo stesso piano. Secondo me le squadre che frequentano da tempo la categoria e conoscono alla perfezione il comportamento delle gomme Pirelli avranno comunque un concreto vantaggio. I team esperti sono in grado di fare la differenza e trovare più velocemente un buon assetto di base. Rappresenta un vantaggio per la nostra squadra il fatto di non avere nessun pilota esordiente, visto che anche Louis Deletraz ha già disputato una stagione in Formula 2. Potremo dare una mano ai nostri ingegneri sia nelle fase di test iniziale che nella definizione delle strategie. La squadra sta anche cercando di dotarsi di staff tecnico con esperienza nella categoria.

Una vittoria, cinque podi e un giro veloce, in valore assoluto, costituiscono un bilancio di tutto rispetto per un debuttante. Che bilancio hai fatto della tua stagione d'esordio?
E' un risultato accettabile se costituirà le basi per disputare una seconda stagione ad alto livello. Certamente, l'ottava posizione in campionato non è in linea con l'obiettivo che mi ero posto ad inizio stagione. Si sono verificate troppe coincidenze sfortunate che mi hanno fatto perdere il ritmo dei capoclassifica nella prima parte del 2017. Un mio errore, o un pit-stop sbagliato, ci sono costati tanti punti. Nelle prima corsa in Bahrain siamo stati competitivi, ma in quelle successive ho accusato problemi nelle prove libere che mi hanno costretto a presentarmi in qualifica senza l'adeguata preparazione. Un aspetto che, da rookie, non mi ha certamente aiutato. A Montecarlo un errore nella corsia box mi ha impedito di partire dalla pole nella corsa della domenica. E quando vai in difficoltà, poi è molto difficile recuperare. Penso che a partire da Budapest e Spa abbiamo di fatto iniziato un nuovo campionato, sicuramente positivo. E' questo è il punto dal quale voglio riprendere la nuova stagione. Con la Prema Racing ovviamente mi sono trovato in maniera eccellente ed è stato una frustrazione non raggiungere gli obiettivi che ci eravamo posti. Con il team della famiglia Rosin c'è sempre stato, e sempre ci sarà, un ottimo rapporto: stiamo parlando di una squadra fantastica con un palmares invidiabile che mi ha consentito di vincere il mio primo titolo in Formula Renault nel 2013 e debuttare ad alti livelli nell'Europeo di Formula 3.

L'anno scorso, nell'arco di una settimana, sei passato dalla prima fila di Spielberg all'ultima di Silverstone, una pista sulla quale in passato avevi vinto ripetutamente. Come ti spieghi una tale discontinuità di rendimento?
Sinceramente, quello che è successo nel fine settimana nel Northamptonshire non lo ha capito nessuno! Semplicemente, non c'era modo di far andare forte la macchina! Penso sia stato un fine settimana da dimenticare, forse il più brutto da quando corro, anche perché andavamo molto piano senza comprenderne le motivazioni. E non c'è nulla di peggio per un pilota! E' stato un inspiegabile blackout mio e della squadra per quel che concerne la mia vettura.

Come è stata la convivenza sotto la stessa tenda con l'astro nascente Charles Leclerc?
Quello che Charles ha fatto l'anno scorso va certamente considerato come qualcosa di assolutamente fenomenale, che va al di fuori degli schemi. Difficilmente in futuro assisteremo a qualcosa di simile. Il pilota monegasco ha compiuto delle imprese strepitose sia in qualifica che in gara, nel contesto di una stagione in cui tutto gli è girato nel verso giusto. Penso che lui sia stato bravo a sfruttare al meglio questo aspetto e costruire un'annata irripetibile, nella quale è andato oltre il cento per cento della sua forma. Ovviamente essere al suo fianco, può aiutare ma anche destabilizzare, anche perché non riesci a capire e giustificare razionalmente la differenza di prestazioni. Se si analizzano le nostre prestazione, in diversi casi il divario non è stato ampio ed ho utilizzato l'esperienza vicino a lui per costruire una seconda parte di stagione su alti livelli. Penso di aver reagito con la giusta reattività, anche perché avere al tuo fianco un pilota molto forte aiuta certamente a crescere.

Hai vinto in tutte le categorie nelle quali hai corso, in Formula Renault, Formula 3 e Formula 2. Quale ritieni sia stata la tua migliore stagione fino ad ora?
La vittoria al mio primo anno in monoposto, nel 2013 nel Torneo Alps di Formula Renault, mi è rimasta nel cuore. Con quattordici podi in quindici gare, e sette pole position mi sono davvero divertito. Ma anche nelle altre categorie ho sempre cercato di imparare il massimo. Forse è stato un errore lasciare la Formula 3 dopo un solo anno, ma una serie di fattori mi hanno portato per la stagione successiva da Carlin in GP3, che a fine anno ha lasciato la categoria. Nella stagione successiva, con il Team Trident, sono invece stato in lotta per il titolo fino all'ultimo appuntamento stagionale.

Il legame tra F2 e F1 sta diventando, ultimamente, sempre più saldo. Pensi che una stagione al top di possa dare un biglietto per la massima serie?
L'obiettivo più grande per me è quello di aiutare la squadra ad essere competitiva fin da inizio stagione ed esprimermi sempre al massimo, poi vedremo cosa succede.

Chi saranno a tuo avviso i rivali più temibili nella corsa al titolo?
Certamente Nyck de Vries con la Prema, ma anche Latifi e Albon della DAMS ed il duo britannico della ART Gran Prix composto da George Russell e Jack Aitken.

Intervista concessa in esclusiva al settimanale AUTOSPRINT
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